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TRADUZIONE IN LATINO

In italiano la costruzione della frase generalmente è: soggetto+verbo+complementi (costruzione diretta).

In latino, invece, l'ordine delle parole è più libero grazie alle desinenze che indicano la funzione delle parole all'interno della frase. La costruzione più comune in latino è quella inversa: soggetto + complementi+ verbo preceduto da avverbio. Questo per dare risalto ai due elementi essenziali della frase: il soggetto all'inizio ed il verbo alla fine.

NB: La frase latina: "Puella magistram amat" = La fanciulla ama la maestra, non cambia significato se viene scritta "Magistram puella amat", ma indica che l'autore vuole sottolineare il termine "maestra" mettendolo all'inizio della frase. 

In italiano non verrà segnato errore se si traduce comunque "La fanciulla ama la maestra", ma sta alla nostra sensibilità trovare il modo di enfatizzare  nel contesto della traduzione (magari mettendo tra parentesi un rafforzativo) ciò che voleva sottolineare l'autore coerentemente con il resto del testo. Per esempio: La fanciulla ama (soprattutto/davvero/proprio...) la maestra. 

NDR: La sensibilità verso queste sfumature è consigliata SOLO a chi ha già raggiunto la piena sufficienza nel tradurre. Chi ha difficoltà o dubbi si limiti a tradurre letteralmente il testo.  ;-P

 

VERBI LATINI

 


 

 

COMPLEMENTI IN LATINO

COMPLEMENTO TRADUZIONE
SPECIFICAZIONE: di chi? di che cosa?
es: La lingua è spesso causa di discordie.
GENITIVO
es: Lingua saepe causa discordiarum est.
TERMINE: a chi? a che cosa?
es: Il ragno tende insidie alla mosca.
DATIVO
es: Aranea muscae insidias parat.
OGGETTO: chi? che cosa?
es: Il ragno prende le mosche.
ACCUSATIVO
es: Aranea muscas captat.
VOCAZIONE: o + nome
es: O auriga, sprona i cavalli.
VOCATIVO
es: Auriga, equos excita.
MEZZO o STRUMENTO: per mezzo di chi? per mezzo di che cosa? con che cosa?
es: Uccido con la spada.
ABLATIVO SEMPLICE (animale o cosa)
PER + ACCUSATIVO (persona)
es: Gladio neco.
CAUSA: perchè? per quale causa?
es: Per la sua superbia era odioso a tutti.
ABLATIVO SEMPLICE
OB o PROPTER + ACCUSATIVO
es: Superbia sua (propter superbiam suam) omnibus invisus erat.
MODO o MANIERA: come? in che modo?
es: Ti aspetto con grande timore.
CUM + ABLATIVO (con aggettivo si può omettere o si interpone)
es: Te magno (cum) timore exspecto.
COMEPAGNIA e UNIONE: con chi? con che cosa?
es: Passeggia con il padre.
CUM + ABLATIVO
es: Cum patre deambulat.
DENOMINAZIONE: 
es: La città di Roma....
STESSO CASO DEL NOME A CUI SI RIFERISCE
es: Urbs Roma... 
STATO IN LUOGO: dove? In che luogo?
es: Siamo in Italia.
IN + ABLATIVO
es: In Italia sumus.

NB: Nomi di città, piccola isola o villaggio senza aggettivi ABLATIVO SEMPLICE - tranne I e II declinazione GENITIVO:
Io sono a Roma...= Romae sum.

MOTO A LUOGO: dove? verso quale luogo?
es: Vengo in città.
IN (ingresso) o AD (avvicinamento) + ACCUSATIVO 
es: In urbe venio.

NB: Nomi di città, piccola isola o villaggio I e II declinazione senza aggettivi ACCUSATIVO SEMPLICE:
Vado a Roma...= Romam eo.

MOTO DA LUOGO: da dove? da quale luogo?
es: Vengo dalla città
A,AB (allontanamanto),E, EX (uscita), DE (discesa)+ ABLATIVO
es: Ex urbe venio.

NB: Nomi di città, piccola isola o villaggio I e II declinazione senza aggettivi ABLATIVO SEMPLICE:
Vengo da Roma...= Roma venio.

MOTO PER LUOGO: per dove? per quale luogo?
es: Passò per le Alpi.
PER + ACCUSATIVO (con ponte, porta, valico, guado, sentiero = ABLATIVO SEMPLICE)
es: Per Alpes Transiit.
VANTAGGIO o SVANTAGGIO: a favore di chi? a danno di chi?
es: La casa è stata costruita per il padrone, non per i topi.
DATIVO

es: Domus domino, non muribus aedificata est.

MATERIA: di che? di che cosa?
es: C'erano colonne di marmo.
E, EX, DE + ABLATIVO
es: Columnae ex marmore erant.
QUALITA': come? di che qualità?
es: Uomo di bassa statura - Uomo di grande ingegno
ABLATIVO (qualità fisiche o non permanenti dell'animo); GENITIVO
es: Vir Humili statura - Vir magni ingenii
TEMPO DETERMINATO: quando? in che tempo?
es: In autunno gli agricoltori raccolgono l'uva.
ABLATIVO
es: Autumno agricolae uvam legunt.
TEMPO CONTINUATO: per quanto tempo?
es: Combatterono per molte ore.
(PER +) ACCUSATIVO
es: (Per) multas horas pugnaverunt.
LIMITAZIONE: in che cosa? in quanto a che cosa?
es: Aristide superava tutti in integrità.
ABLATIVO
es: Aristides omnes abstinentia superabat.
ARGOMENTO: su chi? su che cosa?
es: Cicerone scrisse un libro sulla vecchiaia.
DE + ABLATIVO
es: Cicero librum de senectute scripsit.
AGENTE: da chi?
es: Giulio è lodato dal padre.
A, AB +ABLATIVO
es: Iulius a patre laudatur.
CAUSA EFFICENTE: da che cosa?
es: La terra è illuminata dal sole.
ABLATIVO
es: ITerra sole collustratur.
POSSESSO per nomi astratti
es: Ho la consuetudine...
DATIVO DI POSSESSO
es: Mihi consuetudo est...
APPOSIZIONE
es: Verrà Tullio, mia delizia.
CASO del nome a cui si riferisce
es: Tullius, deliciae meae, veniet

ANALISI DEL PERIODO IN LATINO

PROPOSIZIONE

TRADUZIONE

FINALE: affinchè, perchè, onde... + cong. (esplicita)
per, al fine di, allo scopo di, onde...+inf. (implicita)
es. Venite per vedere (affinchè vediate) i giochi 
Veniste per vedere (affinchè vedeste) i giochi

 

 

NB: Altri modi di tradurre finali in latino: 
Vennero per vedere i giochi

 

 

NB: negazione in latino è sempre nella congiunzione

UT/NE (negativa) + cong pres (se reggente è pres o fut) o cong imperf (se reggente è tempo passato)
es. Venitis ut ludos videatis
Venistis ut ludos videretis

NB: - Venerunt qui ludos viderent (relativa + cong senza ut)
- Venerunt ad videndos ludos (gerundivo)
- Venerunt videndi ludos causa (causa/gratia + genit. gerundio)
- Venerunt videndorum ludorum causa (causa/gratia + gerundivo)
- Venerunt visum ludos (supino se dipende da verbo di moto)
- Venerunt ludos visuri/videntes (participio futuro o presente)

NB: ut nemo = ne quis; ut nullus = ne ullus; ut nihil = ne quid; ut numquam = ne umquam; ut nusquam = ne usquam

INTERROGATIVE DIRETTE SEMPLICI: introdotte da pron. interr. chi? quale dei due?... aggettivi interr. quale? quanto grande?... avverbi interr. come? perchè? quando? dove?...

es. Non è forse il cane simile al lupo? (risposta che ci si aspetta "sì")

 

es. Conosciamo forse il futuro? ("no")

 

es. E' arrivato Antonio?

pron. interr. quis? uter?... aggettivi interr. qui? quantus?... avverbi interr. quomodo? cur? quando? ubi?...

Se non ci sono voci interrogative si usa: NONNE (forse che non...? non è vero che...?) per domanda che tende al sì
es. Canis nonne lupo similis est?

NUM (forse...? forse che...?) domanda propende per no.
es. Num futura cognoscimus?

-NE (enclitica) domanda di cui non sappiamo risposta
es. Venitne Antonius?

INTERROGATIVE DIRETTE DOPPIE o DISGIUNTIVE: domanda che pone due o più alternative
es. Hai detto questo a Cesare o ad Antonio?
UTRUM / -NE o nulla al primo membro; AN al secondo
es. Utrum Cesari an Antonio haec dixitsti?
INTERROGATIVE DIPENDENTI: rette da verbi chiedere, interrogare, sapere, dire, conoscere, pensare, vedere...
es. Ti chiedo se il cane non sia simile al lupo
NONNE (se non); NUM/-NE (se); UTRUM...AN + CONG
es. Te quaero nonne canis similis lupo sit.
OGGETTIVA dipendono da verbi dicendi (dico, narro...), sentiendi (sento, vedo...), voluntatis (voglio, desidero...), affectuum (godo, mi rallegro, mi lamento...)che cosa?
es.Dissero che arrivava il console
SOGGETTO ACCUSATIVO + INFINITO pres.(azione contemporanea alla reggente), passato (azione anteriore) o fut.(azione posteriore)
es. Dixerunt consulem pervenire
SOGGETTIVA con verbi impersonali (bisogna, conviene, si dice...) o frasi impersonali (è vero, è fama...) SOGGETTO ACCUSATIVO + INFINITO pres.(azione contemporanea alla reggente), passato (azione anteriore) o fut.(azione posteriore)
CONSECUTIVA tale, siffatto, tanto, talmente...che + modo finito (esplicita); da + inf (implicita)
es. E' talmente buono da non avere (che non ha) nemici
talis, tantus, tam, tot, sic...UT/UT NON (negativa) + CONG.
es. Tam bonus est ut inimicos non habeat.

NB: pron, relat, qui, quae, quod + cong. (senza ut)

FORME NOMINALI DEL VERBO

INFINITO in latino (come in italiano) può essere usato come soggetto: Necesse est legere = E' necessario leggere; predicato: Legere est discere = leggere è apprendere; compl. ogg.: cupio legere = desidero leggere. Infinito sostantivato ha genere NEUTRO.

PARTICIPIO PRESENTE concorda genere, numero e caso col nome a cui si riferisce e si declina come aggettivo della II classe. Indica azione contemporanea alla reggente. Si traduca come participio presente (l'imperatore trionfante entrò...); come gerundio presente (i ragazzi arrivarono gridando); come proposizione relativa (vedo Lucio che legge); come temporale (mi disse questo mentre passeggiavamo); come causale (vi rimprovero perchè non sapete la lezione; come sostantivo (i sapienti narrano...).

PARTICIPIO PASSATO ha valore passivo e indica azione passata rispetto alla reggente. LAudatus = essendo stato lodato, che fu lodato

PARTICIPIO FUTURO attivo si usa come aggettivo o nome per un'azione futura rispetto alla reggente: che è (era) per..., che sta (stava) per..., stando per..., essendo sul punto di...., avendo l'intenzione di.... Bella Punica narraturus, pauca praemitto = Essendo sul punto di narrare le guerre puniche, premetto poche notizie.

GERUNDIO: sostantivo verbale declinabile (infinito presente attivo). Ho desiderio di navigare = mihi est cupiditas navigandi.

SUPINO ATTIVO - UM dopo verbi di movimento con valore finale. Venerunt rogatum libros = Vennero per chiedere i libri.

SUPINO in -U solo in dipendenza di aggettivi come facilis, difficilis, utilis, iucundus, horribilis, incredibilis, turpis. Orribile a dirsi = Horribilis dictu.

 

PERIFRASTICA ATTIVA

PARTICIPIO FUTURO ATTIVO + SUM, ES, EST... = azione imminente. Scripturus sum = sto per scrivere, sono sul punto di scrivere, ho intenzione di scrivere, mi accingo a scrivere, sono in procinto di scrivere.

PERIFRASTICA PASSIVA

GERUNDIVO + SUM, ES, EST... = idea di necessità, dovere. Liber legendus est = Si deve (bisogna) leggere il libro. Compl di agente va DATIVO. Liber legendus est nobis = Dobbiamo leggere il libro. Se verbo è intransitivo il gerundivo è neutro singolare - DUM + est, fuit, erit... (costruzione impersonale). Nobis omnibus moriendum erit = dovremo morire tutti.

ABLATIVO ASSOLUTO

Proposizione incidentale che può avere valore temporale e causale. Sogg + predicato (participio) in ablativo: Regnante Romulo = Regnando Romolo (quando o poichè regnava Romolo). E' sciolto dalla reggente e può essere participio presente di qualsiasi verbo o participio passato di verbi transitivi o intransitivo deponente. Il participio presente del verbo SUM si sottointende: Cicerone consule = essendo console Cicerone (durante il consolato di Cicerone).

 

PROPOSIZIONI COORDINATE IN LATINO

Possono essere: copulative, disgiuntive, avversative, dimostrative, conclusive.

- COPULATIVA AFFERMATIVA: et, -que (enclitica collega strettamente due termini), atque, ac, etiam (davanti al termine), quoque (posposto al termine).

NB : Se in latino trovate la congiunzione et ripetuta (polisindeto) nella traduzione potete tralasciare di metterla (asindeto) tranne per l’ultima.

ES: Aer et ignis et aqua et terra prima sunt = L’aria, il fuoco, l’acqua e la terra sono i primi elementi.

NB: Spesso et equivale ad etiam soprattutto davanti a pronomi.

ES: Conlaudatis a senatu tribunis, et ipse Camillus gratis egit = Lodati dal senato i tribuni, anche Camillo li ringraziò.

- COPULATIVA NEGATIVA: neque, nec; et non (ac non) negazioni più forti.

NB: Ne…quidem = neppure, nemmeno (in mezzo sta il termine negato)

NB: I pronomi negativi (nemo, et nullus…) trasportano negazione nella congiunzione diventando ne quisquam, nec ullus…

NB: Altre copulative correlative sono: tum…tum; cum…tum = sia…sia; ora…ora; non solo…ma anche).

- DISGIUNTIVA: aut per concetti molto diversi; vel, -ve (enclitica) per concetti poco diversi; sive (seu) per chiarire (o meglio, o piuttosto).

NB: Disgiuntiva correlativa: aut…aut; vel…vel; sive…sive (seu…seu) distinguono due concetti di cui non si sa quale sia vero.

- AVVERSATIVA: sed, verum = ma; vero, autem= ma, invece, poi, inoltre; at più forte = ma, però, atqui all’inizio della frase forte contrapposizione= eppure.

- DIMOSTRATIVA: Nam, nacque = infatti; enim, etenim dopo una o due parole.

- CONCLUSIVA: ergo, igitur, itaque = dunque, perciò, quindi.

 

PROPOSIZIONI SUBORDINATE IN LATINO

 

Consecutio temporum: indica la consequenzialità sintattica dei tempi, regola le subordinate che vogliono il congiuntivo in relazione ai temp della principale o della reggente (finali, dubitative…).

Consecutio temporum di subordinate alla principale:

1) Principale con tempo principale (IND presente, perfetto logico, fut semplice e fut anteriore)

ES: Nescio (nescivi, nesciam, nescivero)     quid facies (cosa tu faccia)
  
                                                                         quid feceris (cosa tu abbia fatto)
  
                                                                         quid facturus sis (cosa tu farai)

2) Principale con tempo storico (IND imperfetto, perfetto storico, più che perfetto)

ES: Nesciebam (nescivi, nesciveram)       quid faceres (cosa tu facessi)
  
                                                                     quid fecisses (cosa avessi fatto)
                                                                        quid facturus esses (cosa tu avresti
fatto)

NB: perfetto logico che ha forma di perfetto, ma significato di presente es: memini, odi, novi…; presente storico ha forma presente, ma significato perfetto. In questi casi la consecutio si può fare in entrambi i modi.

 

Consecutio temporum di subordinate ad una reggente al cong:

1) Se la reggente ha verbo al congiuntivo tempi principali = consecutio dei tempi principali

ES: Volo ut mihi respondeas     quid facies (cosa tu faccia)
  
                                                                                                        quid facturus sis (cosa tu farai)

2) Se la reggente ha verbo al congiuntivo tempi storici = consecutio dei tempi storici

ES: Volebam ut mihi respondevisses     quid faceres (cosa tu facessi)
  
                                                                  quid fecisses (cosa avessi fatto)
                                                                     quid facturus esses (cosa tu avresti fatto)

 

Consecutio se la reggente è all’infinito o participio, supino, gerundio, aggettivo o sostantivo:

Se l’infinito è presente o futuro, participio, supino, gerundio, aggettivo o sostantivo la subordinata al congiuntivo si regola direttamente sulla principale; se l’inf è perfetto segue le norme per tempi storici.

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SUBORDINATE: in latino possono essere collegate alla reggente mediante congiunzioni, pronomi o avverbi relativi, pronomi, avverbi e aggettivi interrogativi.

1) FINALI: ut =affinché; ne =affinché non + congiuntivo pres (con tempi principali) o imperf (con tempi storici secondo consecutio.

ES: Romani ab aratro abduxerunt Cincinnatum, ut dictator esset
  
     I Romani sottrassero Cincinnato all’aratro, affinché fosse dittatore.

NB: Se nella finale c’è un agg o avv comparativo ut diventa quo.

NB: Le finali si possono rendere anche con: qui, quae, quod + cong
  
                                                                         causa o gratia + gerundio al genitivo
  
                                                                         ad+gerundio e gerundivo accusativo
  
                                                                         supino in –um se la reggente ha verbo di moto
  
                                                                         participio futuro attivo (raramente)

Usano UT / NE+ cong i verba curandi (curo, provideo, video…); postulandi (peto, quadro, postulo…); hortandi e imperandi (moneo, hortor, admoneo…); permettere, ottenere, meritare (permetto, obtineo, impetro, consequor…); impersonali (licet, oportet, nocesse est, opus est, placet, interest…).

Verba timendi: timeo, metuo, paveo, periculum est, timor est… Hanno significato di temo che = timeo ne; temo che non = timeo ut…

CONSECUTIVE: ita…ut = così… che; ita…ut non =così… che non + cong presente per conseguenza nel presente; imperf o perf per conseguenza nel passato.

NB: Consecutive non seguono la consecutio.